Luisa Ranieri stasera in tv nella fiction evento di Rai 1: la storia vera che potrebbe battere Mare Fuori

In sintesi

  • 🎬 La Preside
  • 📺 Rai 1, ore 21:30
  • 📚 Racconta la storia di una preside coraggiosa, ispirata a Eugenia Carfora, che combatte per riscattare una scuola in una difficile periferia napoletana, tra tensioni sociali, alleanze civili e storie di adolescenti in cerca di speranza.

Luisa Ranieri, Luca Miniero, la nuova fiction di Rai 1 e una storia ispirata alla vera battaglia di Eugenia Carfora: stasera in TV arriva un titolo che ha già acceso la curiosità di critica e pubblico ancora prima della messa in onda. “La Preside”, in prima serata su Rai 1 alle 21:30, debutta con i primi due episodi e promette di diventare uno di quei fenomeni culturali capaci di accendere il dibattito, come è successo con “Mare Fuori”.

Una storia di riscatto, di scuola vissuta come trincea ma anche come speranza, costruita con mano esperta da un team che conosce bene sia la tv generalista che la sensibilità del pubblico contemporaneo. E per chi ama le serie sociali, i personaggi imperfetti e gli scenari di frontiera, questa è una prima serata da non perdere.

La Preside e Luisa Ranieri: perché l’esordio di stasera è già un piccolo evento televisivo

La fiction prende il via con l’arrivo di Eugenia Liguori, interpretata da una Luisa Ranieri in stato di grazia, preside al suo primo incarico all’Istituto Morano di Caivano. Ed è qui che la serie trova subito il suo peso culturale: non racconta una periferia qualsiasi, ma un territorio reale, complicato, con un passato che ha segnato l’immaginario collettivo. Il Parco Verde e le cronache degli ultimi anni hanno reso Caivano una ferita aperta del Paese, e “La Preside” parte proprio da questo humus per costruire una narrazione che non indulge nel pietismo ma punta dritto alla complessità.

Miniero, che molti ricordano per la brillantezza di “Benvenuti al Sud”, qui cambia registro: camera a mano, ritmo rapido, un realismo che non ha paura di sporcarsi. È interessante vedere come la sua regia si adatti ai palazzoni di San Giovanni a Teduccio — location scelta al posto di Caivano — trasformandoli in un luogo universale, quasi archetipico del degrado urbano italiano. Quel realismo non patinato e allo stesso tempo carico di energia sembra voler dichiarare che la scuola, anche in un contesto così difficile, può essere un presidio narrativo potentissimo.

La Preside: cosa vedremo negli episodi 1 e 2 tra blitz, alleanze e assenteismo

L’esordio è costruito su un doppio binario che unisce tensione sociale e racconto umano. Il primo episodio, “A ognuno il suo lavoro”, presenta una scuola che più che un istituto sembra un set post-apocalittico: docenti assenti da anni, studenti risucchiati dalla strada, famiglie che vivono sotto il peso della criminalità. Ed è proprio qui che entra in scena la battaglia quasi “solitaria” di Eugenia, che affronta a testa alta soprusi, ostilità e minacce.

L’incontro con il maresciallo Corsi regala alla narrazione un’inaspettata alleanza civile: due figure istituzionali che combattono sul territorio con approcci diversissimi ma un unico obiettivo, proteggere i ragazzi. E questo è un punto molto interessante della serie: la scuola non è mai isolata, ma parte di una rete che può fallire o funzionare a seconda delle persone che la abitano.

Il secondo episodio, “Il patto”, è quello che più rivela la vocazione emotiva della fiction. Eugenia va casa per casa a recuperare gli studenti e in mezzo a un blitz salva Nicola da un video compromettente. Con lui stringe un patto che sa tanto di coming-of-age riveduto e corretto per la contemporaneità: fiducia in cambio di impegno. È un dettaglio narrativo che racconta molto dello spirito della serie: niente grandi moralismi, solo micro-atti di resistenza.

  • Arriva un nuovo professore, Vittorio Leoni, interpretato da Alessandro Tedeschi, outsider del Nord che porta freschezza e un punto di vista più “ingenuo”.
  • Cominciano a emergere i primi archi narrativi degli studenti: da Lucia Ruotolo ai fratelli D’Amore, con il loro sogno musicale.
  • Produzione Bibi Film TV e Zocotoco, che unisce solidità autoriale e pop.
  • Un cast giovane che potrebbe rivelare nuovi talenti, come accadde proprio con Mare Fuori.

Questa coralità ricorda certi prodotti seriali internazionali che mettono al centro gli adolescenti senza edulcorare le loro ferite, ma senza nemmeno condannarli. È probabilmente uno dei punti di forza che potrebbe decretare il successo della fiction sui social.

Un impatto culturale più grande del semplice intrattenimento

La serie non è un biopic, ma il legame con la vera Eugenia Carfora è evidente. È lei la figura che ha trasformato una scuola lasciata al degrado in un nucleo di resistenza, e la fiction tratteggia questa eredità con una consapevolezza che non scade mai nell’agiografia. È qui che il prodotto mostra un certo “nerdismo” narrativo: prende quella che è già una storia potente e la raffina attraverso un linguaggio televisivo moderno, evitando gli stereotipi che spesso affliggono i racconti sulle periferie del Sud.

E poi c’è la musica, elemento identitario di Napoli, inserita con cura grazie all’inedito “Non mi basti mai” e alle storyline dei ragazzi. È una scelta che dimostra un’attenzione quasi maniacale a ogni livello del racconto, perché la musica in queste zone non è un accessorio: è DNA, possibilità, fuga.

Questa sera, quindi, Rai 1 non offre solo una fiction, ma un vero e proprio statement culturale. “La Preside” potrebbe essere la prima sorpresa televisiva del 2026, e gli episodi 1 e 2 hanno tutto per lasciare un segno: ritmo, temi attuali, una protagonista che buca lo schermo e una regia che non ha paura di mostrare le contraddizioni del Paese.

Per chi cerca una serata intensa, emotiva e profondamente italiana, stasera la scelta è già scritta.

Quale personaggio di La Preside ti incuriosisce di più?
Eugenia la preside coraggiosa
Nicola e il suo patto
Vittorio il prof del Nord
I fratelli D'Amore musicisti
Il maresciallo Corsi

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