In sintesi
- 🎬 Prima di noi
- 📺 Rai 1, ore 21:30
- 📖 Saga familiare tratta dal romanzo di Giorgio Fontana, diretta da Daniele Luchetti, che attraversa sessant’anni di storia italiana seguendo le vicende dei Sartori tra drammi personali, scelte morali e traumi generazionali, con una narrazione intensa e ambientazioni storiche curate.
Prima di noi, Rai 1, Daniele Luchetti e la saga dei Sartori: stasera la tv generalista ci regala uno di quei titoli che fanno vibrare gli appassionati di fiction d’autore. Siamo davanti a una delle produzioni italiane più importanti degli ultimi anni, tratta dal romanzo monumentale di Giorgio Fontana. E gli episodi 3 e 4, in onda oggi 11 gennaio 2026 alle 21.30, sono tra i più potenti dell’intera serie.
Chi segue la tv italiana lo sa: quando Luchetti dirige, è difficile rimanere indifferenti. E “Prima di noi”, con la sua struttura da saga familiare che attraversa sessant’anni di storia, porta in scena un’Italia che raramente abbiamo visto raccontata con questa onestà emotiva. Gli episodi di stasera entrano nel cuore della tragedia morale di Maurizio Sartori, interpretato da un sorprendente Andrea Arcangeli, e segnano il momento in cui la colpa personale diventa eredità familiare.
Prima di noi e gli episodi 3 e 4: lo snodo della saga dei Sartori
Nel 1930, la famiglia Sartori sembra tenere botta nonostante le dure condizioni di vita. Ma il ricatto dei fascisti Becchiarutti riapre una ferita che Maurizio pensava di aver sepolto: la sua diserzione dopo Caporetto. Arcangeli costruisce un personaggio tormentato, che il pubblico ha iniziato ad amare proprio per le sue fragilità. L’uomo è costretto a scegliere tra l’onore e la protezione dei figli. E quando i fascisti fanno capire che Gabriele e Domenico sono nel loro mirino, tutto precipita. Lo spettatore sa già che quel momento segnerà per sempre le generazioni successive. È qui che la serie compie la sua mossa narrativa più audace: trasforma una scelta individuale in un trauma familiare trans-generazionale.
Il passaggio al 1938 nell’episodio 4 è altrettanto emblematico. Le atmosfere gelide, i presagi di una nuova guerra mondiale, la morte della madre di Nadia, il ritorno di Leone: tutto converge verso un crescendo emotivo che sfocia nella tragica fine di Maurizio. La scena della sua morte è una delle più potenti viste recentemente nella fiction italiana: un uomo che soccombe al gelo subito dopo aver compiuto un gesto altruista. Simbolicamente perfetto, quasi da tragedia greca ambientata nel Friuli rurale.
Il cast di Prima di noi e l’impatto culturale della saga
Linda Caridi è una Nadia magnetica, una madre che porta sulla pelle la fatica delle donne italiane del Novecento. Maurizio Lastrico dà a Gabriele adulto una dolcezza malinconica che lo rende uno dei personaggi più moderni della serie, mentre Matteo Martari, nei panni di Renzo, incarna la vitalità spigolosa del figlio che rifiuta di farsi definire dal passato.
Uno dei veri meriti di “Prima di noi” è quello di aver rimesso al centro la storia italiana senza cadere nella trappola della rievocazione didascalica. Gli episodi di stasera sembrano quasi dialogare con il nostro presente: la paura, la scelta di tradire per sopravvivere, il peso del giudizio sociale, la trasmissione del trauma nelle famiglie. La serie tocca corde che si sentono forti anche oggi. Ed è proprio questo il suo lascito più nerd e più prezioso: ricostruire la micro-storia (quella delle singole persone) per capire la macro-storia (quella del Paese).
- Ambientazioni e costumi da manuale, con un Friuli quasi mitologico e una Torino ricostruita con precisione filologica.
- Il Cjalcjut, creatura del folklore friulano che perseguita Maurizio, aggiunge un tocco dark da vero cult per gli appassionati delle contaminazioni fra realismo e mito.
Luchetti e Valia Santella non stanno semplicemente adattando un romanzo, stanno lavorando su un immaginario nazionale. E per chi ama le fiction in costume, questa è una produzione che rimarrà nella memoria: non c’è la patinatura tipica, ma una concretezza sporca di fango, neve e scelte morali impossibili.
La serata di Rai 1 diventa quindi una tappa obbligata per chi segue la grande serialità italiana. E per chi si avvicina per la prima volta, gli episodi 3 e 4 sono un punto d’ingresso potentissimo: si capisce tutto il peso della saga, si percepisce la grandezza della scrittura e ci si affeziona in maniera quasi viscerale ai Sartori. La morte di Maurizio non è solo la fine di un personaggio: è l’innesco di tutto ciò che la famiglia diventerà negli anni successivi. E questa, per gli amanti della buona tv, è una promessa di narrazione come si deve.
